Backgammon o scacchi: due modi diversi di pensare
Backgammon e scacchi sono i due grandi classici da tavolo per due giocatori, ma mettono alla prova cose diverse. Negli scacchi vince chi calcola meglio; nel backgammon chi pesa meglio i rischi con i dadi in mano. Ecco il confronto, con go e dama in aggiunta.
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La risposta breve
| Backgammon | Scacchi | |
|---|---|---|
| Caso | I dadi a ogni turno | Nessuno |
| Informazione | Tutti e due vedono tutto | Tutti e due vedono tutto |
| Abilità chiave | Probabilità, rischio, tempo | Calcolo, piani, memoria degli schemi |
| Durata tipica | 5–15 minuti a partita; match di più partite | Da 1 minuto (bullet) a diverse ore |
| Un principiante batte un esperto? | In una partita, abbastanza spesso | Praticamente mai |
| Patta | Impossibile | Frequente ad alto livello |
| Pezzi | 15 pedine uguali per parte | 16 pezzi di 6 tipi per parte |
Due modi di pensare
Negli scacchi chi calcola meglio vince: non c’è un dado dietro cui nascondersi. Nel backgammon non si può calcolare «la variante giusta», perché non sai che cosa lancerai dopo. Ogni mossa è invece una scelta pesata: quanti dei 36 lanci possibili ti fanno male, quanti ti aiutano, e quanto sono gravi quelli cattivi? Una pedina scoperta a sei punte da una avversaria viene colpita da 17 lanci su 36, se non c’è niente in mezzo; a dodici punte, solo da 3.
Per questo i due giochi piacciono a persone diverse. Chi ama il calcolo profondo ed esatto trova negli scacchi la prova più pura. Chi ama pesare un rischio, leggere una corsa e cavare il meglio da un brutto lancio trova nel backgammon un gioco più indulgente e più conviviale. Un buon esempio di questo modo di ragionare è nella pagina strategia del backgammon.
Fortuna, abilità e chi vince
Negli scacchi la fortuna non esiste e il più forte vince quasi tutte le partite. Nel backgammon una singola partita contiene molta fortuna — ed è proprio questo che rende divertente giocare contro chiunque — ma la fortuna si compensa. Su un match a 7 punti o su centinaia di partite il più bravo si impone quasi con certezza. La formula FIBS del punteggio dà infatti più peso ai match lunghi. I numeri: fortuna o abilità.
Cosa hanno cambiato i computer
Negli scacchi i computer hanno superato i migliori giocatori negli anni Novanta. Nel backgammon è successo più o meno nello stesso periodo, grazie a programmi con reti neurali che si allenavano giocando contro se stessi, invece di cercare con la forza bruta. In entrambi i giochi hanno riscritto parte della teoria delle aperture: nel backgammon diverse mosse d’apertura usate per decenni sono state sostituite da quelle preferite dai bot. Lo stato attuale è nella pagina aperture del backgammon.
Backgammon o go
Il go, come gli scacchi, non ha né fortuna né informazioni nascoste, ed è ancora più profondo: è stato l’ultimo grande gioco classico in cui i computer hanno superato l’uomo, negli anni Dieci di questo secolo. Il go è una lotta per il territorio su una griglia 19×19, il backgammon una corsa con combattimento su un unico percorso. A chi del go piacciono strategia e forme, nella famiglia del backgammon il gioco più vicino è il Nardy lungo: niente catture, tutto ruota intorno ai blocchi.
Backgammon o dama
Anche la dama non ha fortuna, e ad alto livello le patte sono frequenti; la variante inglese su 8×8 caselle è stata perfino risolta dai computer: con il gioco perfetto finisce patta. Il backgammon la patta non la conosce: ogni partita ha un vincitore, spesso con un gammon. I due giochi però si prestano il materiale: le pedine della dama vanno bene per il backgammon, ne servono solo tre in più per colore.
Cosa conviene imparare?
- Vuoi partite combattute con amici di qualsiasi livello? Backgammon.
- Vuoi che conti solo la tua abilità? Scacchi o go.
- Hai poco tempo? Backgammon — un match a 1 punto dura pochi minuti.
Il backgammon si impara in una decina di minuti: parti da come si gioca a backgammon o dalle regole su una pagina, poi gioca contro il computer al livello Principiante.
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Domande frequenti
Il backgammon è più facile degli scacchi?
Da imparare sì: le regole si spiegano in dieci minuti e un principiante può vincere già alla prima partita. Giocare bene è un’altra storia: anche il backgammon ha una teoria profonda, solo che si basa sulle probabilità invece che sul calcolo esatto.
Nel backgammon conta più la fortuna o l’abilità?
In una singola partita la fortuna pesa molto; in un match lungo o su centinaia di partite il giocatore più forte vince quasi sempre. Per questo i match a 7 punti dicono più di una partita secca.
Nel backgammon esiste la patta?
No. Ogni partita finisce con un vincitore, a volte con un gammon (2 punti) o un backgammon (3 punti).
Si può usare la scacchiera della dama per il backgammon?
Le pedine della dama vanno benissimo come pedine del backgammon: ne servono 15 per colore, cioè tre in più di quelle della dama. La tavola invece è diversa: servono 24 punte.
Aggiornato: 24 ottobre 2026